Riboflavina

È contenuta nel latte (20-30% nei paesi occidentali),

formaggio, uova, fegato, carne, lievito, bisogno giornaliero 1.5 mg/gg

Chiamata anche vit. B2 isolata dal lievito giallo, (latino: flavus). Va a formare i coenzimi flavinici:

  • Flavina adenina dinucleotide (FAD)
  • Flavin mononucleotide (FMN)

 

Riboflavina

Caratteristiche

La riboflavina è poco solubile in acqua a pH neutro. Solubile a pH acido e basico, è Fotolabile. Non è sintetizzata dagli animali superiori, è Indispensabile per il metabolismo intermedio. È un Coenzima Ossidoriduttivo nel metabolismo energetico ed agisce

come gruppo prostetico, legato covalentemente all’apoenzima

Sintetizzato dalla flora batterica intestinale.

E’ conservata e riutilizzata dai tessuti. La riossidazione dei coenzimi flavinici è la maggior sorgente di radicali dell’ossigeno. L’assorbimento è limitato e l’eccesso è rapidamente escreto. Nell’uomo è contenuto circa 1 g di riboflavina, di cui l’80% è nel muscolo e solo 1 mg nel sangue. Non vi sono depositi, per cui la quantità presente nelle urine riflette la quantità assorbita. La deficienza è praticamente inesistente nell’uomo, 1 mg al giorno

Fotolisi: la luce può degradare la riboflavina generando la Lumiflavina e Lumicromo, che sono capaci di ossidare la vit. C e i lipidi (formazione di perossidi ).

Digestione e Assorbimento

Nel cibo la riboflavina la ritroviamo in diverse forme,

  1. Flavina covalentemente legata all’apoenzima che non è utilizzata in quanto, il legame è molto forte. FMN e FAD non covalentemente legate all’apoenzima: vengono liberate dall’acidità gastrica.

Assorbimento

Sistema rapido e saturabile. Assorbita nell’intestino tenue, mentre piccole quantità possono essere assorbite nel crasso. Il trasporto attivo aumenta in carenza di vitamina. Ad alti livelli di assunzione la riboflavina è assorbita per diffusione passiva.

Nel plasma si lega facilmente a proteine.

Tutti i tessuti necessitano di riboflavina, anche se non vi sono depositi. Il fegato presenta la maggior concentrazione. La fosforilazione consente di “intrappolare” la riboflavina all’interno delle cellule, mentre per attraversare le membrane, è necessario che sia libera.

 

Ulteriori ruoli della riboflavina

Metabolismo del ferro: Carenza di riboflavina provoca diminuzione di efficienza nell’assorbimento del ferro e della sua distribuzione, nei vari compartimenti del corpo umano. Si osserva anche perdita di ferro da parte della mucosa intestinale. La contemporanea mancanza dei due nutrienti, provoca un peggioramento dello stato di nutrizione per il ferro.

Interazioni con la Vitamina B6: La trasformazione della piridossina o della piridossamina fosfato in piridossale fosfato, è catalizzata da una Flavo-enzima (Piridossamina fosfato ossidasi)

Effetti sul metabolismo del folato: Il FAD è un coenzima essenziale per la N5, N10-metilene tetraidrofolato reduttasi, enzima fondamentale per la conversione del metilene tetraidrofolato in N5-metil tetraidrofolato

Stato nutrizionale

La misura della concentrazione di riboflavina plasmatica o eritrocitaria, sono poco usati. Marker sensibile per evidenziare uno stato nutrizionale inadeguato di riboflavina, è l’indice conosciuto come coefficiente di attivazione della Glutatione Riduttasi Eritrocitaria Consiste nel misurare l’attività glutatione reduttasica negli eritrociti, per poi aggiungere FAD e osservare l’aumento di attività reduttasica attraverso il Coefficiente di attivazione

Test funzionali: (misura un’attività enzimatica nell’eritrocita, o in altri tipi cellulari in presenza o in assenza del coenzima aggiunto).

I risultati vengono espressi come Coefficiente di attivazione (CA):

CA =  Attività in presenza di coenzima aggiunto

       Attività in assenza di coenzima aggiunto

Valori del Coefficiente di attivazione (CA), per la Riboflavina:

< 1.2 lo stato di nutrizione è accettabile

 tra 1.2 e 1.4 è basso

 > 1.4 è insufficiente

Deficienza

Molto rara. Si manifesta:

chielosi (lesioni alle labbra), stomatite angolare (ragadi labiali, glossite (lingua scarlatta e dolente), dermatite seborroica (naso e palpebre), opacità e vascolarizzazione corneale.

Farmaci utilizzati in terapia antidepressiva e antimalarica, che hanno analogia strutturale alla flavina e che possono indurre una deficienza funzionale, (antagonisti).

Usi farmacologici

Nella Metaemoglobinemia (mancanza della metaemoglobina reduttasi, dovuta a mutazione del gene).

Le flavine ridotte possono ridurre la metaemoglobina, in maniera non enzimatica da Fe+3 a Fe+2

Acidurie Organiche dovute a insufficienza dell’Acil-Co Deidrogenasi, (ossidoriduttasi). 100 mg/giorno permettono l’accumulo di coenzimi flavinici sufficienti

a ristabilire l’attività dell’enzima. (Le Acidurie organiche sono causate da alterazioni genetiche del Metabolismo,

con accumulo di acidi organici, provenienti dai vari metabolismi nei liquidi biologici)

La tossicità è limitata dall’assorbimento, (non è possibile assorbirne più di 20 mg per dose).

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