FLAVONOIDI

 

 

I flavonoidi sono dei composti di natura fenolica, largamente presenti in natura. Si parla di 4500 molecole diverse. Generalmente sono suddivise in base alla loro struttura:
• Flavonoidi propriamente detti.
• Cantoni.
• Auroni.
• Antocianidine.
Possono svolgere diverse funzioni in natura:
• Antiossidanti nei confronti dei ROS (specie reattive dell’ossigeno)
• fotorecettori per le piante: la luce, che serve per la produzione di ormoni.
• Attrattori visivi per l’impollinazione, perché attraggono gli insetti;
• Sistemi di difesa per le piante, nei confronti degli insetti.
• Anti-microbici.
• Schermanti di radiazioni solari e quindi evitare di danni dovuti a delle radiazioni solari energetiche, si parla di reazioni che però, possono cadere nell’ultravioletto, ma soprattutto nel visibile.
• Importanti costituenti della nostra dieta, si stima che da 50 a 800 mg di flavonoidi al giorno.
Vengono consumati attraverso la frutta, la verdura, ma anche in alcune bevande, come il vino in cui si parla di antociani, ma anche il the, il the verde in modo particolare, il cioccolato, la birra ed altri alimenti, dove questi composti sono naturalmente contenuti.
Attività biologica dei Flavonoidi
Queste sostanze con il consumo di frutta fresca e di vegetali, possono avere un ruolo protettivo nel nostro organismo, nei confronti dell’infarto del miocardio o dei tumori, dovuto alla loro varietà di costituenti che includono vitamine, Sali minerali, fibra e numerosi composti chimici naturali, tra cui proprio i flavonoidi.

Questi esperimenti sono stati fatti in vitro e in vivo, tramite studi epidemiologici, su un numero rilevante di persone, sottoposte a diete a base di flavonoidi e poi queste sono state seguite nel tempo. La relazione tra apporto di flavonoli e flavoni con effetto protettivo o meno, nei confronti della frequenza dell’Infarto del miocardio è stato evidenziato da uno studio, il seven country study. In Italia furono prese in considerazione 3 corti: Roma, Crevalcore in provincia di Bologna e Monte Giorgio in provincia di Ascoli.

Un contributo notevole a questo studio, è stato dato da uno studio olandese, il Zupten elderly Study che nel 1960, ha preso in esame nell’ambito dello studio dei 7 paesi che erano: Italia, Finlandia, Grecia, Ex- Jugoslavia, Giappone, Olanda e USA. Nel 1985 fu valutato l’apporto di flavonoidi in un numero di 800 uomini anziani, di età compresa tra 65 e 85 anni; nell’arco dei 5 anni successivi, si notò che erano morti 43 uomini per patologie coronariche e siccome queste persone avevano una dieta stabilita, si poté anche valutare l’apporto di flavonoli, flavoni e fu così che si poté mettere in relazione l’apporto di queste molecole, con la frequenza delle patologie cardiovascolari. Questo studio comunque è indipendente da altri fattori, che influenzano l’insorgere delle coronaropatie, come ad esempio il BMI, l’apporto di vitamine, colesterolemia, il fumo, l’alcol ecc..
I flavonoidi sono presenti nel regno vegetale, ma sono presenti anche nelle noccioline, spezie e cacao, infatti il cioccolato è un alimento che ne è molto ricco (problema del cioccolato, è la presenza di acidi grassi saturi) .
I flavonoidi in generale, determinano un aumento della capacità antiossidante plasmatica, determinando un abbattimento di eccesso di radicali liberi e poi intervengono con l’aggregazione piastrinica, che impedendola (uno dei fattori che interessa l’infarto del miocardio).

Nell’arteria c’è la placca che si forma e bisogna fare ricorso a tutte le LDL ossidate, che stimolano il macrofago e le cellule schiumose, che determinano l’aumento della placca, con la deposizione di lipidi, che provocano l’ostruzione.
La british heart foundation ricorda che il cioccolato, oltre a contenere i flavonoidi, contiene anche un elevato quantitativo di grassi saturi e zuccheri (il problema è relativo per la cioccolata fondente a >70% di cacao).
Due studiosi nell’ambiente dei radicali liberi, Hallwell e Gutteridge hanno fatto degli studi complessi e affermano che questi radicali liberi, sono implicati in numerose patologie cronico degenerative, quindi non solo su tumori e infarto del miocardio, ma anche rispetto al Parkinson e l’alzheimer, che fino a 50 anni fa erano patologie quasi sconosciute, mentre adesso la diffusione di queste patologie è molto aumentata e sembra esserci una relazione, con l’attività dei radicali liberi.
Quindi loro includono i flavonoidi tra quelle sostanze benefiche perché:
• Bloccano l’azione dei radicali liberi all’interno delle specie reattive dell’ossigeno, per l’inibizione di enzimi o per la chelazione di tracce di ioni metallici (che fungono da catalizzatori, della formazione dei radicali liberi, nella membrana cellulare, quindi c’è la per ossidazione della stessa, non solo, i metalli che hanno più stati di valenza, sono implicati nell’ossidazione).
• Neutralizzano i radicali liberi. Questi ultimi possono essere bloccati, con l’ᾲ tocoferolo, che è molto efficace perché, si formano numerose strutture di risonanza, allo stesso modo, si comportano anche i flavonoidi.
• Determinano protezione delle difese antiossidanti dell’organismo, quindi, quando ci sono queste molecole, il nostro organismo è protetto dal surplus dei radicali liberi, che possono generarsi e hanno un’azione positiva quando, sono prodotti in piccole quantità, contrastano l’azione di batteri, virus ecc, però quando sono in eccesso (fonti esogene con cui aumentano i radicali, cioè, con le radiazioni solari, a causa del buco dell’ozono. Perciò da un lato li produciamo, ma principalmente ne siamo esposti a causa dell’inquinamento).