Allergie e Intolleranze Alimentari

Allergie e Intolleranze Alimentari

Le allergie implicano una reazione di tipo allergico che per definizione causano una reazione sistema immunitario, che può essere anticorpale, con produzione di immunoglobuline IgE o una risposta cellulo mediata, come la celiachia. Quelle non cellulo mediate sono le immuno mediate, come ad esempio nei crostacei con prurito, manifestazioni respiratorie, edema della glottide, con liberazione della classe IgE.

Quindi le allergie possono essere anche mortali, mentre le intolleranze al limite danno mal di pancia. Quindi tutti i test che si fanno per allergia alimentare sono inutili per le intolleranze.

Le intolleranze alimentari sono molto comuni, mentre le allergie sono molto meno diffuse.

Le allergie riconosciute per gli alimenti sono solo 9.

Caso particolare è il glutine, dove esistono sia i pazienti allergici, celiachia e sia i pazienti intolleranti.

Le intolleranze alimentari si dividono in tossiche e non tossiche

Quelle tossiche sono legate a sostanze contenute nell’alimento, come dei veleni.

Le reazioni non tossiche si dividono in allergie e intolleranze alimentari.

I cibi che danno intolleranze sono zuccheri, il lattosio il fruttosio il sorbitolo e in parte il glutine.

Le intolleranze alimentari non coinvolgono il sistema immunitario, però è anche vero che, in alcune condizioni ci può essere un coinvolgimento del sistema immune non IgE e non cellulo mediate.

Le allergie colpiscono in Italia il 2 – 5% dei bambini e degli adulti. Le forme più comuni sono legate alle noccioline, al latte (non il lattosio ma le proteine come l’albumina), vari tipi di pesce, uova e molluschi, la soia e vari tipi di frumento. Le allergie non vengono solo per assunzione degli alimenti, ma anche per inalazione delle polveri degli stessi.

In genere le allergie sono sempre legate alle proteine, che rompendosi creano reazioni.

La differenza nel latte è importante dal punto di vista del quadro clinico. Infatti quando il bambino è carente di lattasi, mangia il latte si lamenta e piange per le colichette e si risolve eliminando il latte, mentre se è allergico alle proteine del latte, oltre a questi sintomi ha dei sintomi epidermici con eritemi e croste.

I soggetti affetti da allergie alimentari hanno in genere allergie crociate, come dermatologiche o respiratorie, cioè sono in genere soggetti allergici.

 

Dal punto di vista patogenetico le allergie si differiscono in 3 gruppi:

  • IgE mediate reazioni di tipo I, le cui manifestazioni sono prurito, gonfiore delle labbra, mucose della bocca, come nei molluschi.
  • IgE o NON IgE mediate: tra queste la gastrite eosinofila (infiltrazioni di eosinofili), o le forme non IgE mediate, che possono dare origine a enterocoliti.
  • NON IgE mediate

L’allergia alle noccioline comincia in età giovanile ed è molto diffusa negli stati uniti (burro di arachidi).

Le manifestazioni possono essere variabili dai rush cutanei, secchezza della bocca, mal di testa, gonfiore di: bocca, lingua e labbra e nelle forme più gravi shock anafilattico.

Il sintomo principale è l’ostruzione delle vie respiratorie, con edema della glottide. La terapia farmacologica è basata su iniezioni di adrenalina, per vaso costringere e ridurre il gonfiore.

Nello shock anafilattico si usa il cortisone per ridurre la reazione immunologica e l’adrenalina per risolvere l’evento acuto edemigeno.

Dal punto di vista meccanico l’allergia nei confronti dell’alimento avviene in quanto, le proteine superano la barriera intestinale, penetrano attraverso le cellule in soggetti che hanno una permeabilità intestinale alterata, quindi le proteine raggiungono le cellule immuni, le mast cell, attivano le immuno E e che attivate rilasciano sostanze che agiscono sia localmente, che in circolo e sono istamina, serotonina e prostaglandine.

L’istamina è un potente vasodilatatore, la serotonina a seconda dei tessuti, può essere sia vaso dilatatore che vasocostrittore, la prostaglandina è vasodilatatore, quindi la reazione locale è vasodilatatoria e di aumento della secrezione, quindi dilatazione della cute, gonfiore e rossore (rush locali). Le manifestazioni sistemiche come l’orticaria, con rossore e bolle.

I sintomi dell’allergia alimentare sono manifestazioni respiratorie sternuti, tosse, congestione nasale, difficoltà respiratorie, asma bronchiale.

Le manifestazioni cutanee sono gonfiore delle labbra, bocca, lingua, gola, rush cutanei, ma la manifestazione sempre presente è il prurito.

Le manifestazioni intestinali sono dolori, crampi, diarrea nausea, vomito, coliche gassose.

La punta d’iceberg è lo shock anafilattico che può essere anche mortale.

Le intolleranze alimentari invece sono rivolte soprattutto al lattosio,

il fruttosio, il sorbitolo e il glutine, le cui manifestazioni cliniche sono al livello locale e sono dose dipendente.

Cioè il soggetto intollerante tollera una piccola quantità, ma non oltre e questa quantità è del tutto soggettiva, quindi bisogna stabilire la soglia. Nelle intolleranze si possono avere coinvolgimenti del sistema immunitario molto ridotte, ma senza produzione di sostanze vaso dilatorie.

Le intolleranze alimentari possono essere tardive, al contrario delle allergie che sono immediate.

Le reazioni di intolleranza più comuni sono il lattosio fruttosio e sorbitolo. Espressa dalla mancanza degli enzimi specifici e quindi gli zuccheri, non vengono scissi da disaccaridi a monosaccaridi, quindi i disaccaridi vengono trattari dalla flora batterica, con formazione di idrogeno e flautolenza e inoltre gli zuccheri non assorbiti, richiamano acqua nell’intestino, provocando la diarrea. Esse possono costituire causa di colon irritabile, quindi prima di far diagnosi d’intestino irritabile, bisogna escludere intolleranza.

Il test di riferimento è il Breath test all’idrogeno o si può effettuare con un test allo xilosio, che si può misurare anche nelle urine.

Le intolleranze alimentari possono anche avere sintomi dell’apparato intestinale alto, come nausea e gonfiore. I quadri clinici dipendono anche dall’età, nel neonato si hanno dolori, coliche e irritabilità e riduzione della crescita e tutto ciò dipende dalla quantità di carenza dell’enzima.

Le diagnosi della reazione allergica sono miranti a misurare la formazione di IgE e si fa un test cutaneo, Skin test, che consiste nell’iniezione sotto cute dell’allergene, a cui si pensa che il soggetto sia allergico. Esistono in commercio dei Kit prefatti.

È un test attendibile ma NON predittivo, cioè anche con test positivo, non è detto che ingerendo l’alimento, un soggetto abbia per forza una reazione. I test cutanei allergici non rilevano la reazione da allergie non IgE. I test più sensibili sono fatti sul sangue, che si chiamano Rast, che consiste nel prelevare sangue dal soggetto, si preparano cellule dal sangue e si mettono in contatto con antigeni, se il soggetto produce IgE, si ha un danneggiamento delle cellule, ma anch’esso non identifica le reazioni IgE mediate.

Il favismo è una carenza di glucosio 6 fosfato deidrogenasi, NON è un’allergia, ma il soggetto a contatto con le proteine delle fave, sviluppa un’anemia emolitica in quanto, l’enzima serve a mantenere la struttura del globulo rosso. Il favismo da anche reazioni inalandolo e quindi anche nei negozi non si trovano fave non imbustate.